Il blocco del pittore

Dicono che per qualsiasi artista, qualunque sia la sua vocazione, arrivi, prima o dopo, un blocco. Quel blocco, spesso associato “allo scrittore” nel parlato, che impedisce alla propria arte di manifestarsi, rinchiudendosi in una zona remota del cervello. E sembra quasi impossibile accedere a quel luogo così nascosto.

Da qualche mese a questa parte, quel blocco ha colpito anche me. Ci penso e ci ripenso, prendo in mano i miei colori, ma non riesco a produrre niente di buono; è come se l’impazienza di vedere un qualsiasi soggetto concluso, avesse la meglio sulla pazienza necessaria nel realizzarlo.

E’ normale, dicono.

Mi sono documentata, scoprendo che diversi pittori hanno attraversato un periodo simile e, fortunatamente, nella maggior parte dei casi si è trattato di un momento transitorio: questo stallo, infatti, permette poi all’artista di proseguire lungo il proprio percorso, continuando a coltivare la propria arte.

In alcuni rari casi, però, il blocco creativo non regredisce; anzi, rappresenta un segnale ben preciso dell’esigenza di una svolta. 

Il caso più famoso è quello di Marcel Duchamp, celebre pittore francese che, intorno agli anni Venti del Novecento, entrò in un forte periodo di crisi, che lo portò ad abbandonare del tutto il mondo dell’arte per rifugiarsi nel gioco degli scacchi. Il blocco dell’artista, nel caso di Duchamp, durò per ben vent’anni, fino al 1946 quando iniziò a lavorare all’installazione ambientale Étant donnés.

L’artista francese però rappresenta un caso più unico che raro, per questo voglio condividere i passaggi che (spero!) mi aiuteranno a superare questo blocco.

  • Ho creato una nuova zona in casa mia da dedicare alla pittura: una scrivania che avevo già, ha trovato posto in un angolo vicino ad una finestra con una luce migliore rispetto a quella precedente.
  • Quando l’ispirazione non arriva spontaneamente, studio per trovarla. La natura, gli oggetti di uso quotidiano e anche le varie piattaforme social sono un pozzo di immagini che possono aiutarmi a immaginare la mia prossima opera.
  • Ho provato ad uscire dalla mia zona di comfort, provando tecniche diverse dalle mie amate matite acquerellabili e cercando idee nuove. Credo possa essere una tecnica valida, anche se con me non ha funzionato.
  • Ritorno alle origini: disegno sketch e scarabocchi veloci e volutamente disordinati, come facevo all’inizio del mio percorso artistico, e, sebbene siano disegni semplici e poco impostati, mi aiutano a capire che posso ancora produrre qualcosa di carino.
  • Infine, niente panico! Il blocco dell’artista sembra essere dunque un percorso naturale, quindi cerco di non demoralizzarmi quando non trovo l’ispirazione giusta davanti al foglio bianco.

Concludo augurando a voi, se siete in pieno blocco del pittore, e a me, di cercare di mantenere aperta la vostra mente a nuove idee, senza perdere la curiosità o la voglia di imparare: il cervello resterà allenato e pronto al cambiamento, adattandosi alle nuove situazioni.

Questo consiglio, forse il più importante, vale tanto nell’arte quanto nella vita in generale.

2 risposte a “Il blocco del pittore”

  1. Il blocco dell’artista… sì, credo che colpisca prima o poi chiunque si dedichi seriamente all’arte. È successo anche a me, mi sentivo smarrita, incapace di portare a termine qualsiasi pezzo, come se mancasse sempre qualcosa. È una sensazione frustrante, quasi paralizzante. Ma stai già mettendo in atto delle strategie valide, alcune sono le stesse che, con il tempo, mi hanno aiutata a ritrovare la mia strada e a rimettere in moto l’ispirazione. Penso anche che sia un segnale in qualche modo per una svolta.

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