Il Blu Oltremare

In queste settimane sto analizzando l’origine e la storia di alcuni dei colori più utilizzati nel mondo dell’arte; dopo il Rosso Vermiglio, un’altro colore molto amato dagli artisti è il blu che può ottenere diverse interessanti sfumature: oggi parleremo del Blu Oltremare. Esso è un pigmento blu caldo, leggermente rossastro, che deve il suo nome al luogo d’estrazione del lapislazzuli, pietra semipreziosa utilizzata per la produzione di tale colore: queste gemme, infatti, si trovavano in Oriente ed arrivavano nei porti europei, appunto, “oltremare”.

Fino al XIX secolo, il Blu Oltremare veniva ricavato dalla lavorazione del lapislazzuli ma, considerato il suo costo elevatissimo, ben presto ci fu la necessità di trovare alternative più economiche e facilmente reperibili. Il pigmento definitivo, chiamato anche Oltremare Artificiale, arrivò verso la metà del 1800, per merito di uno studioso francese che mescolò zolfo, caolino e carbonato di sodio in parti uguali. Successivamente, al mix, vengono aggiunte piccole parti di carbone e pece ed li composto viene riscaldato a temperature elevate, poi raffreddato ed infine macinato.

Il Blu Oltremare fu ampiamente utilizzato nel XIV e nel XV secolo dai più rinomati artisti italiani, insieme al Rosso Vermiglio ed all’oro, nelle pitture sacre.

3 risposte a “Il Blu Oltremare”

  1. The grade and the amount of lapis to be used was quite often written into the contract for the painting. It’s probably why the virgin mary is mainly clad in blue – the most expensive pigment – more than gold.

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