L’opera Pomodoro nasce una mattina di maggio, ispirata dalla voglia di riuscire a trasmettere, anche attraverso carta e matite, la viscosità tipica dell’ortaggio.
Come per molti dei miei disegni, ho utilizzato un foglio Fabriano delle dimensioni di 12cm x 16,5cm con la superficie ruvida; sul quale ho iniziato l’opera tracciando i bordi del mio pomodoro, un classico dalla forma globosa, studiando le proporzioni tramite fotografie.
Per prima cosa ho colorato il pomodoro in secondo piano, utilizzando diverse tonalità di rosso: dal blood al rose, fino al magenta, creando alcune zone d’ombra con il marrone cacao e cioccolato fondente. Ho iniziato a acquerellare il pigmento, partendo dalla zona su cui si riflette la luce, spostando il colore verso le zone esterne e continuando a miscelare le varie nuances. Ho utilizzato, anche in questo caso, dei pennelli con le setole in martora Kolinsky.
Successivamente sono passata a colorare il picciolo, tentando di ottenere il verde tipico di questa parte, mescolando salvia, foresta ed anche il grigio carbone.
Poi mi sono dedicata alla parte a cui tenevo maggiormente: l’interno del pomodoro in primo piano che, essendo tagliato a metà, mostra chiaramente la sua polpa ed i semi. La parte più carnosa è stata colorata utilizzando del rose red, blood red e anche dei gialli molto tenui ed un verde altrettanto delicato, per evidenziare le zone prossime al peduncolo. La parte più interna del pomodoro, quella più lucida e viscosa intorno ai semi, l’ho pigmentata utilizzando ancora le due sfumature di rosso già elencate, unite a del terra di Siena bruciata.
Una volta soddisfatta dal risultato ottenuto, sono passata a creare le zone di luce con due penne in gel bianche, con le punte di misura pari a 0,5 mm e 0,8 mm; utilizzando la seconda, ho creato le zone più grandi, soprattutto all’interno del pomodoro, mentre con la punta più fine ho disegnato tanti puntini ravvicinati sulla polpa del pomodoro.

