L’opera Uovo, realizzata il 18 febbraio 2021, è quella che io definisco la mia prima ad impronta realistica, arrivata dopo qualche mese di lavori su schizzi e pitture preparatorie.
Seguendo quello che è uno dei soggetti più raffigurati in questo genere di arte, ho utilizzato un foglio Fabriano a grana ruvida da 220g/mq di dimensione pari a 12×16,5 cm, sul quale ho disegnato un primo soggetto del mio uovo fritto.
Dopo aver individuato il punto da cui arriva il fascio di luce, con le matite acquerellabili Arteza ho iniziato a colorare la parte di soggetto più lontana rispetto a me, in questo caso l’albume, utilizzando diverse scale di grigi, gialli tenui ed ocra; per la parte più esterna, alla quale ho voluto dare un effetto bruciacchiato, ho utilizzato più marroni: dal cannella per le zone più chiare, fino al cioccolato fondente per i punti più evidenti.
Poi ho iniziato a diluire i colori con l’acqua, utilizzando pennelli di misura 3 e 0 in pelo di martora Kolinsky di Winsor&Newton, partendo dalle zone che sarebbero rimaste più chiare e scingendo il pigmento verso i bordi del disegno.

Successivamente mi sono dedicata al tuorlo: ho utilizzato gialli, arancioni ed un marrone Sierra creando una sfumatura. Ho lasciato alcuni punti completamente bianchi, per indicare le zone maggiormente colpite dal fascio di luce ed evidenziando la lucidità del soggetto.

Infine, utilizzando i pennelli già citati, ho acquerellato il pigmento partendo dalle zone di gialli e arrivando al marrone, avendo cura di miscelare bene i colori tra loro, ottenendo una sfumatura omogenea e progressiva.

